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Presentazione
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Natura
e scopo del programma
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In onda su Raitre il
lunedì e il martedì, alle ore 8.30, a partire dal 21
maggio 2001.
Il programma si propone di conseguire
due obiettivi:
a) Approfondire le tesi contrapposte di alcuni
filosofi su uno stesso tema, incarnandole nella
realtà e "misurandole" con le urgenze del
presente. Attraverso un confronto dialogico s’intende
far rivivere l’antica disputatio in utramque
partem, nella quale un magister dirigeva un’appassionata
discussione, una "partita d’idee" che
usava i muscoli dell’intelligenza e la prontezza
della parola.
b) Riscoprire con i giovani il piacere
di ragionare, affinché la filosofia,
presentandosi come "gioco",
perda astrattezza e diventi educazione
all’argomentazione e al senso critico,
nel contesto di un pluralismo tollerante.
Wittgenstein, cogliendo il nesso
tra pensiero e gioco, ha rilevato
come il giocare comporti "l’apprendimento
delle regole". Il gioco è dunque
abilità, destrezza e creatività, ma
anche disciplina, rispetto delle regole
e applicazione rigorosa del "principio
di carità interpretativa" nei
confronti del contendente. Insomma,
tutto il contrario di ciò che vediamo,
troppo spesso, in televisione, e non
solo in televisione, dove la parola
è ridicolizzata e il dialogo ridotto
a rissa o a strumento di mera persuasione.

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Protagonisti e
struttura del programma
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Il programma, proprio per
rifarsi al modello medioevale, s' intitola
Tommaso. Il piacere di ragionare.
Fu infatti Tommaso d’Aquino, teologo
e filosofo del Duecento. il campione
della disputa del suo tempo. Oggi, nello
studio televisivo di Tommaso,
Antonio Lubrano è suo "collega",
è il magister della contemporaneità
che dirige i protagonisti della discussione:
due gruppi di giovani universitari.
In
ciascuna puntata i partecipanti si
confronteranno su una quaestio
prescelta. (ad esempio: la vita è
sacra?). La formulazione del questione
richiama, nelle due possibili risposte,
la posizione di due grandi filosofi
dell'antichità: Platone, per
continuare l'esempio, - secondo il
quale la vita è "proprietà degli
dei"- e Seneca - secondo cui
"non vivere est bonum sed bene
vivere" (non la vità in sé è
un bene, ma vivere bene). Nel corso
della discussione si scoprirà che
le opinioni dei contendenti trovano
una formulazione rigorosa nei due
maestri del passato. A questo punto,
due filosofi contemporanei entrano
in studio con il compito di richiamare
il rigore del pensiero, la forza della
filosofia esplicita, il senso critico
e contribuire a un approfondimento
della disputa, senza, tuttavia, cedere
a inutili tecnicismi.
Il
conduttore, Antonio Lubrano, uno dei
divulgatori più amati dal pubblico,
nel corso del confronto, propone alcuni
documenti visivi (un frammento di
tg, di un documentario, la scena di
uno spettacolo teatrale, ecc.) e ne
chiede l’appropriazione da parte dei
giovani che si schierano con l’una
o l’altra tesi (la vita è sacra
/ la vita non è sacra) e che
spiegano perché quel documento, secondo
loro, costituisce una sorta di "prova"
a favore della tesi prescelta. Se
qualcuno intende schierarsi con la
tesi opposta e vuole contestare l’argomentazione
di chi e` intervenuto, puo` chiedere
la parola e ribattere. Allo stesso
modo coloro che dopo la visione del
documento deisderano cambiare posizione,
possono intervenire e spostarsi, fisicamente,
da un lato all'altro dello studio.
Se
la realtà è, per così dire, "neutra",
si offre allo sguardo ermeneutico
di ciascuno e fornisce reperti e prove
per un incessante "conflitto
delle interpretazioni".
Accanto
ai giovani, che rappresentano il mondo
della filosofia implicita o "istintiva"
da cui la domanda filosofica si origina,
e ai due filosofi contemporanei che
rappresentano il rigore del pensiero,
in studio è presente anche una giuria
popolare, formata da una quindicina
di persone scelte col criterio della
casualità, ma di età, di interessi
e di attività diverse. In un ideale
"teatro delle idee" questi
tre mondi, simbolicamente, possono
incontrarsi e confrontarsi, accolti
da una scenografia particolarmente
suggestiva.
Ai
giurati non si chiede un verdetto
sulla verità delle due tesi,
ma sulla capacità persuasiva
di chi le ha sostenute: diranno, cioè,
chi è stato più convincente. Infatti,
come ha insegnato Socrate, di discutere
non si finisce mai, perchè è il dialogo
misura della verità e non la verità
misura del dialogo.
La "disputa"
continua dopo e oltre la trasmissione: il pubblico a
casa può approfondire il tema attraverso l'apposito forum.

Tommaso.
Il piacere di ragionare
ideazione:
Giancarlo Burghi
conduce:
Antonio Lubrano
autori: Giancarlo
Burghi, Antonio Lubrano, Marco Dedola
capoprogetto: Marco
Dedola
produttore esecutivo:
Maria Teresa Valente
scenografia
di: Mario Di Pace
regia di: Andrea Dorigo
assistente
alla regia:
Pierluca Marchisio
consulenza
di:
Pietro Acquafredda, Fania Giuliani, Dario Vicari
programmisti
registi:
Antonio Carbone, Nicodemo Martino, Alessandra
Ottaviani
assistenti
al programma:
Valentina Fabbri, Marta Manassero
testi
internet
di: Alessandra Ottaviani
coordinamento
redazione internet:
Vincenzo Bitti
grafica e html di:
Vincenzo Bitti e Maria
Agostinelli
si
ringrazia: Dario Copellino

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