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Immanuel Kant

difeso da

 




La guerra è eliminabile

Secondo Kant si può lavorare Per la pace perpetua, titolo di una sua opera. Gli stati sono in grado di affrancarsi dalla condizione naturale di "guerra di tutti contro tutti", scendendo in campo con affianco la ragione. L'ideale di pace da conquistare è rappresentato da una "federazione di popoli" che, in qualche modo, anticipa il disegno di ordine mondiale dell'Onu. "La pace perpetua non è un'idea vuota, ma un compito a cui tendere", afferma il "profetico" Kant, considerato per questo il primo pacifista.
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La politica è prosecuzione della guerra

Sconfitta la guerra, al suo posto s'insedia il dialogo diplomatico fra gli stati; stati che "naturalmente" sono predisposti all'aggressività, ma che la sostituiscono con la trattativa, la polemica politica, gli strumenti pacifici di pressione Insomma, una guerra fatta con altri mezzi.




Non esiste la guerra giusta

L'articolo 5 del progetto per una pace perpetua elaborato da Kant afferma che "nessuno stato deve immischiarsi con la forza negli affari di un altro stato". Eppure l'idea di guerra "giusta" prevede questa ingerenza. Ma, si chiede il filosofo tedesco, come si può stabilire con certezza quando l'intrusione rappresenta un crimine e quando invece uno strumento di lotta da condividere? Per i pacifisti nessun conflitto armato può essere giusto.

La pace è possibile con un ordine mondiale

Più di due secoli fa, Kant detta le condizioni agli stati nazionali che vogliono dar vita a un pace durevole: primo, rinunciare a una parte della loro sovranità; secondo, smantellare gli eserciti permanenti. "Il diritto internazionale - scrive - deve essere fondato su un federalismo di stati liberi".

Si può eliminare la guerra?
Puntata del 5 giugno 2001

La guerra è in tutte le cose per Eraclito, uno dei primi grandi filosofi greci. "Il conflitto è comune, e la giustizia contrasto" scrive. Una certezza dell'antichità che trova forza nella storia contemporanea: più di 170 conflitti nel mondo dal secondo dopoguerra al 1998; soltanto 20 anni di pace tra il 1816 e il 1980 e ancora tanti paesi piegati alla strategia delle armi.
La guerra sembra un fatto naturale; il suo impulso appare innato negli uomini. Ma potrebbe essere anche un fenomeno culturale e quindi qualcosa che s'impara. Eliminabile quindi nel primo caso, come crede Kant, il filosofo che propone una "federazione di popoli"; ineliminabile nel secondo, come gli controbatte Hegel che la definisce non solo inevitabile, ma benefica, "igienica".
Questi i due fronti della disputa fra Melchiorre e Losurdo, guidata come sempre dal magister Antonio Lubrano.
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La guerra è ineliminabile

La pace perpetua per Hegel è soltanto quella del cimitero. La tesi di Kant, suo contemporaneo, gli risulta utopica e astratta perché dove c'è vita, c'è sempre guerra; una guerra quindi necessaria, benefica, "igienica". E comunque, finché esisteranno gli stati nazionali, simili ad "animali" in lotta per la sopravvivenza, i conflitti saranno ineliminabili. "Il vento - scrive Hegel - preserva il mare dalla melma di una quiete durevole, la guerra preserva i popoli dalla pace perpetua".



La guerra è prosecuzione della politica

"Quando la politica fallisce si arriva naturalmente alla guerra. Gli stati, o meglio i "poderosi animali" come li definisce Hegel, cercano di evitare il ricorso alle armi, tessendo rapporti diplomatici internazionali. Quando non riescono a raggiungere un accordo pacifico è il momento allora dell'aggressione, del più forte che vince.

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Esiste la guerra giusta

Che cos'è? E' una sorta di legittima difesa di cui la comunità internazionale può fare uso, è la ragione che usa la forza per ricondurre la forza alla ragione. Tommaso d'Aquino, per esempio, indica i requisiti della guerra giusta: deve essere proclamata dall'autorità, deve nascere da una giusta causa, deve avere l'intenzione di promuovere il bene.

La pace è impossibile: gli stati nazionali sono insurperabili

Finché esisteranno le nazioni le guerre continueranno. Non si può contare su un diritto internazionale, né su un ordine mondiale o una federazioni di stati. "I conflitti possono essere risolti soltanto dalla guerra", conclude Hegel.