presentazione disputatio
 

 

 

 


Gli uomini sono per natura uguali

In un ipotetico "stato di natura", Rousseau individua l'uguaglianza come condizione originaria: gli uomini vengono al mondo senza differenze. E' la società che le introduce. "Tutto è bene quando esce dalle mani del Creatore - afferma - tutto degenera tra le mani dell'uomo". Ma c'è una cura: lo stato deve cercare di correggere l'iniquità con gli strumenti di cui dispone e ripristinare il massimo grado possibile di quella uguaglianza primaria perduta per sempre.
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Bisogna tutelare l'uguaglianza

lPer il filosofo francese la disuguaglianza è una forma di corruzione, una violenza "innaturale" di cui ha colpa la società. L'uguaglianza originaria perduta diventa allora un compito, un impegno, un dovere della ragione. Ed è proprio la ragione che permette di superare le differenze esistenti e che stabilisce la parità giuridica. Bisogna rifondare una comunità - una democrazia - in grado di conquistare di nuovo la felicità, la libertà, l'uguaglianza.

Gli uomini sono uguali?
Puntata del 4 giugno 2001

E' semplice rispondere, basta aprire la Costituzione e fermarsi sull'articolo 3: "Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche".
Dunque gli uomini diventano uguali ma sono diversi. L'uguaglianza giuridica è una faticosa conquista della civiltà e del diritto che rende irrilevante la differenza biologica, culturale, di censo, ma non la annulla.
E la società? Crea, accetta, valorizza le disuguaglianze oppure, al contrario, pretende di omologare tutti non riconoscendo la diversità naturale? Con Rousseau - l'illuminista che indica la società come luogo di corruzione e di decadenza, causa dell'infelicità degli uomini - e Nietzsche - il vate di un "oltre-uomo" capace di scavalcare la logica e la morale conformistica del "gregge" - riflettiamo su un interrogativo che da sempre è attuale e che chiama a sé i codici della sessualità, il naufragio delle immigrazioni, le fedi in Dio, le ideologie. Per un duello fra due pensieri, arbitrato da Antonio Lubrano; fra sinistra e destra direbbe Norberto Bobbio.

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Gli uomini sono per natura diversi

Per Nietzsche la diversità è una condizione da valorizzare, è un'opportunità da non perdere. Le tante figure che incarnano la differenza fra gli uomini (il più vicino e il più lontano, il normale e l'anormale, il connazionale e lo straniero, l'eterosessuale e l'omossessuale, ecc.) sono parte di una gerarchia di natura che nessuna decisione giuridica deve appianare, annullare. La ragione non può "violare" questa natura, non può ritenere irrilevante il suo disegno.

Bisogna tutelare le differenze

"Mai rendere uguali i diseguali!" è la sentenza di Nietzsche. Se la differenza è un dato naturale, il diritto deve sancirla e tutelarla. Le istituzioni e le ideologie - il cristianesimo e il socialismo soprattutto - che pretendono di rendere tutti uguali sono da condannare perché un'uguaglianza estrema porta all'omologazione dell'ingiustizia pubblica e privata.

Gli uomini devono avere gli stessi diritti

Non tutti gli uomini possono avere gli stessi diritti

 

 

 

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